| Premio Vullo |
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Caro Presidente, cari Consiglieri, care colleghe, cari colleghi giovani e meno giovani, autorevoli Rappresentanti delle Istituzioni (civili e religiose), gentile pubblico...
Questa eredità ha permesso a me e ai miei collaboratori di mettere a punto programmi di sensibilizzazione della popolazione, di screening, di consultorio genetico e di diagnosi prenatale che hanno conseguito, nel tempo, completo successo. Questo successo,tuttavia,non sarebbe stato possibile senza l'appoggio dell'Amministrazione Ospedaliera e delle Istituzioni del Territorio e senza l'efficiente collaborazione delle biologhe del Laboratorio di diagnosi prenatale e dei medici del Centro della Microcitemia fra i quali desidero ricordare la dott.ssa Giovanna Salsini, il precocemente scomparso dott. Giulio Cristofori e il dott. Marco Lucci. Ma,oltre al loro, devo segnalare, anche,l'intervento generoso e importante di medici e docenti universitari esterni alla mia struttura. Fra questi non posso non ricordare. Questo risultato ha potuto essere conseguito grazie a un impegno corale di tante persone: medici e non medici,oltre che all'esistenza di fattori favorenti. Io, forse, ho avuto soltanto il merito di aver piantato il "seme della speranza" in una situazione e in un tempo (il 1972, anno della mia venuta a Ferrara) in cui i pazienti con talassemia erano considerati malati gravi da ospedalizzare, con precarie prospettive di vita. Ora i bambini di quel tempo sono adulti, alcuni con figli, altri con situazioni professionali o di affermazione personale sovrapponibili o migliori rispetto a quelle di coetanei non talassemici. E vorrei qui ringraziare i tanti medici di reparto che si sono avvicendati nell'assistenza ai pazienti. Mi è impossibile citarli tutti. Ricordo,quindi,soltanto due delle "colonne" del Day Hospital: la dott. Rita Gamberini, che è tuttora responsabile del Servizio, e una figura "storica" di questa struttura: il dott.Gigi Borgatti,che,con la sua grande simpatia e umanità, era riuscito a stabilire un forte legame affettivo e di fiducia coi pazienti. E' doveroso, anche, ricordare il grande contributo assistenziale offerto dalle bravissime infermiere che si sono succedute nel tempo a fianco dei medici. A questo proposito non si può non ricordare che, proprio grazie all'interessamento dell'Associazione è stata messa a punto da un artigiano ferrarese (Francesco Resca) una rivoluzionaria "pompetta" elettronica di piccole dimensioni e di basso costo atta a consentire l'infusione lenta di un chelante del ferro, infusione necessaria per evitare i depositi eccessivi e dannosi di questa sostanza nell'organismo, derivanti dalle frequenti trasfusioni. Inoltre, grazie all'Associazione e all'inesauribile impegno del suo Presidente Umberto Barbieri e di pochi volontari, è funzionante da molti anni a Ferrara una struttura d'accoglienza per i pazienti che provengono da fuori provincia e da fuori regione, i quali con un modico rimborso-spese trovano ospitalità in un accogliente alloggio direttamente e interamente gestito dall'Associazione. Si tratta di un'iniziativa unica in Italia nel suo genere e dobbiamo essere grati a Umberto Barbieri e ai suoi collaboratori se, anche nell'accoglienza dei pazienti fuori sede, Ferrara si presenta all'avanguardia a livello nazionale. Fra questi vorrei privilegiare i pazienti e le loro famiglie che, in tanti anni, mi hanno assecondato, aiutato e dato fiducia. Grazie a tutti, compreso il pazientissimo uditorio.
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