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Benvenuto nel sito dell'Associazione per la Lotta alla Talassemia di Ferrara PDF Stampa E-mail

Inauguriamo la riapertura del nostro sito web con la segnalazione di un importante premio al nostro amatissimo ex primario Prof. C.Vullo.

Il premio "Il Medico d'Italia Carlo Urbani 2009" attribuito il giorno 3 0tt0bre c.a.  al Professor Vullo è stato motivo di grande gioia  per l’associazione ALT di Ferrara. Sarebbe troppo lungo raccontare in dettaglio la storia degli anni passati “assieme” col Prof. Vullo come Direttore della Divisione Pediatrica e del Centro della microcitemia. Può essere  però utile ricordarne almeno alcuni momenti salienti per meglio fare capire cosa abbia significato per noi la sua presenza e la sua attività e perché sentiamo profondamente giusto questo riconoscimento.
Venuto a Ferrara nel 1972 a 45 anni,   provenendo da Cesena dove era stato per circa dieci anni giovane Primario del  locale reparto pediatrico, il Professor Vullo aveva trovato nella sede staccata di Pediatria dell’Ospedale ferrarese S. Anna  varie cose buone: per esempio i bambini erano ricoverati con un genitore (cosa rara a quei tempi), c’era un Centro della microcitemia ben attivo nel campo dello screening di popolazione, dell’educazione sanitaria e della cura dei talassemici, c’ era un centro per la lussazione congenita dell’anca (il Prof. Marino Ortolani che lasciava la direzione era famoso per i suoi studi in merito a ciò
Comunque  egli trovò anche tanti problemi come le  lunghe degenze dei talassemici per effettuare le trasfusioni e  per qualche altra cura, la scarsità di terapie efficaci e una sensazione di sconforto, di senso di impossibilità di ottenere qualcosa di davvero utile per i propri figli talassemici da parte delle famiglie.  Sebbene egli fosse un pediatra di grande livello (l’adolescentologia è stato uno dei campi ove profuse maggiori attenzioni) tuttavia è la talassemia ad essere stato il centro dei suoi interessi e dei suoi sforzi.
Il professor Vullo cominciò subito a valorizzare le competenze dei medici presenti e  ottenne un aumento dell’organico medico assumendo progressivamente alcuni giovani assistenti. Questi erano da lui  spinti ad avere interessi ampi, a seguire le problematiche dei talassemici (molti pediatri allora non lo facevano volentieri) aggiornandosi sui problemi, confrontandosi con i colleghi di centri italiani e esteri all’avanguardia  e passando via per aggiornarsi periodi di tempo, anche lunghi.
Ogni serio passo in avanti sulla terapia che ricercatori di ogni parte del mondo proponessero, era a Ferrara provato e valutato: ricordiamo l’uso del Desferal sottocute con una pompetta per infusione costruita artigianalmente (alle limitate risorse di un centro per talassemia di una piccola città si vicariava con la tenacia e l’intraprendenza), i nuovi schemi trasfusionali con più sangue e globuli rossi più puliti, la valutazione dei bilanci del ferro, anche  misurando l’escrezione urinaria con spettrometria ad assorbimento atomico, etc., le cure ormonali dopo avere affinato la specifica diagnostica, un approccio più aggressivo verso le complicanze cardiache, gli sforzi per ottenere una compliance alle cure tale da renderle efficaci etcetera. A ciò si aggiunge un diverso approccio metodologico, che si evidenziava con l’uso di schemi diagnostico-terapeutici, quasi dei protocolli, per il  monitoraggio dei  pazienti. Insomma operò, al passo coi migliori a livello mondiale e per alcuni aspetti talvolta prima di altri, perché i medici e le famiglie passassero da una situazione di rassegnazione verso la talassemia ad un atteggiamento attivo di ricerca di  un progressivo miglioramento.
La parte di ricerca, specie applicata, fu  favorita sia all’interno, che in collaborazione con altri ricercatori.  Anche aspetti conoscitivi più di base vennero analizzati con la collaborazione con ricercatori quali Conconi ( ma anche i primi tentativi di approccio ad una terapia definitiva della talassemia), e Barrai.  I rapporti di vario tipo erano frequentissimi con figure del calibro del prof Cao di Cagliari , del Professor Masera di Milano , della Prof. Gabutti  di Torino e di tanti altri (anche pediatri con interessi generali quali il Prof Sereni e il Prof Panizon)  All’estero ebbe pure molti contatti con figure del calibro di Bernadette Modell e Elisabeth Wonke
Nell’ambito della prevenzione molte cose con lui cambiarono. Si migliorarono le tecniche analitiche di screening (quali l’implementazione del dosaggio dell’HbA2,  della biosintesi globinica in vitro, etc.) e venne rinnovato il materiale per l’educazione sanitaria  (ricordiamo per esempio un breve film sulla talassemia dell’inizio degli anni 1980). Ma in particolare nel 1977 egli iniziò personalmente a fare consulenza specifica per le gravide a rischio, rendendo disponibile a chi la voleva la diagnostica prenatale, prima inviando in un centro in Germania e poi, avendo approntato le competenze nel giro di qualche anno , a Ferrara stessa.
Oggi si usa dire che bisogna mettere al centro il malato e i suoi problemi  ma già allora ciò fu fatto dal Prof Vullo, vero precursore in ciò, e questo è stato forse la sua caratteristica più importante per noi. L’Associazione dei genitori (allora la maggioranza dei talassemici major era fatta di bambini, adolescenti e c’erano pochi giovani adulti) fu incoraggiata a nascere; i medici ed il personale con essa  condividevano le iniziative e venivano fatte periodiche riunioni generali dove emergevano i problemi, si discuteva ogni aspetto e iniziativa.  Anche i colloqui  del Prof. Vullo coi singoli erano frequenti: nessuno è stato mai fatto attendere troppo davanti alla porta del suo studio. Venne creata un area ospedaliera attrezzata ed una organizzazione del personale  propria alla cura dei talassemici : il Day Hospital per la talassemia. Ciò, oltre a permettere una migliore organizzazione delle cure,  dava una dignità maggiore a chi veniva seguito.
Bisogna ricordare poi i suoi rapporti con i medici e i pazienti del Sud ( là erano le sue origini e una parte del suo cuore) dove  la qualità delle cure in varie aree era ancora insufficiente)). Specie negli anni 80 molti pazienti, con i genitori, erano accolti per valutazioni e consigli clinici. Fu aperta poi, con la gestione dell’Associazione, una foresteria.
Il Prof. Vullo ci ha dato molte cose negli anni in cui ha diretto il Centro di Ferrara.
Ora è in pensione ma molto vicino a noi dell’Associazione. Cosa ci ha lasciato in particolare:  la speranza di un futuro migliore per la Talassemia legato all’impegno di tutti e allo sforzo comune.


Durante la cerimonia, presieduta dal Presidente  dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Ferrara Dott. Bruno di Lascio, per la consegna del premio, il Dott. Vincenzo De Sanctis ha illustrato il percorso professionale del premiato con il seguente intervento:

Calogero Vullo è nato a Crotone il 24 Marzo 1927.
Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Sassari, nel 1949.
Nel 1951 si è specializzato in Pediatria, presso l’Università degli Studi di Pisa.
Dal 1951 al 1955 è stato Assistente in Clinica Pediatrica presso l’Università di Sassari e dal 1955 al 1962 a Ferrara.
Nel 1958 ha conseguito la Libera Docenza in Clinica Pediatrica.
Primario Ospedaliero a Cesena dal 1962 al 1972 ed a Ferrara dal 1972 al 1997.
Ha diretto per molti anni il Centro della Talassemia di Ferrara.
Ricercatore, dal 1958 al 1959, al Walter Reed Army Institute of Research di Washington. 
Professore a Contratto di Bioetica all’Istituto di Filosofia della Università di Ferrara. 
Fondatore e primo Presidente della Società Italiana di Medicina della Adolescenza. Co-Direttore di Prospettive in Pediatria dalla fondazione al 1996.
Vincitore del “George P. Englezos Award” della Thalassaemia International Federation per i successi ottenuti nella cura e prevenzione della talassemia.
Il prof. Vullo è stato soprattutto un ematologo pediatra ed un adolescentologo, che ha allargato i nostri orizzonti. Per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui è stata una avventura appassionante e stimolante in quanto ha modificato sostanzialmente l’ambito delle competenze mediche, da medici dei bambini a medici degli adolescenti e dei giovani adulti.
Vorrei ricordare alcuni aspetti del Suo impegno professionale:
1. In passato il destino dei bambini con talassemia era il decesso entro un tempo più o meno breve. Tutto ciò aveva generato la convinzione nei familiari, ed in molti medici, che la talassemia fosse una malattia incurabile. Grazie al Suo impegno professionale ha sostenuto la ricerca in vari ambiti ed ha realizzato l’obiettivo del miglioramento della qualità di vita e della integrazione psico-sociale dei pazienti con patologie croniche.
2. Ha intuito il ruolo fondamentale che potevano svolgere le Associazioni per la lotta contro la talassemia. Oggi queste Associazioni sono presenti in molti Paesi nei quali la talassemia rappresenta un problema medico e sociale.


L’Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Ferrara è lieta di consegnare al professor Calogero Vullo il premio “Il Medico d’Italia Carlo Urbani” per:
a. gli eccellenti risultati ottenuti nel campo della prevenzione, con l’azzeramento dei nuovi nati con talassemia a partire dal 1983;
b. i successi ottenuti nella terapia di questi soggetti e per averci consegnato un grande insegnamento: “le cure per essere efficaci devono essere rivolte contemporaneamente alla malattia, al paziente ed alla sua famiglia”. In sostanza, ha restituito alla Società un individuo che potesse svolgere una vita attiva ed utile. Oggi molti pazienti hanno raggiunto l’età adulta, sono sposati, hanno bambini e sono ben integrati nella Società.


Grazie prof. Vullo per aver allargato i nostri orizzonti e per quello che ci ha insegnato.


il Prof. Vullo ha ringraziato ed è intervenuto come segue:

 
Premio Vullo PDF Stampa E-mail

Caro Presidente, cari Consiglieri, care colleghe, cari colleghi giovani e meno giovani, autorevoli Rappresentanti delle Istituzioni (civili e religiose), gentile pubblico...
Desidero esprimere a tutti la mia profonda gratitudine per la vostra presenza qui, oggi, per una giornata così significativa per i medici di Ferrara e, in particolar modo, per me, che vengo insignito del premio  "Medico d'Italia Carlo Urbani".

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